Biganzoli: “Una seconda opportunità che non sprecheremo”

Al termine della seconda settimana di allenamenti dalla ripresa della stagione, non accenna a diminuire il carico di lavoro in casa Lilliput: la squadra si sta amalgamando giorno dopo giorno, le atlete iniziano a conoscersi e si gettano le fondamenta per il gruppo che terrà alto il nome Lilliput Settimo Torinese in questo campionato di Serie A2. Tra le “vecchie conoscenze”, non dal punto di vista anagrafico naturalmente, c’è la capitana Federica Biganzoli, giunta al sesto anno in biancoblù: inevitabile rivolgersi a lei per avere il termometro della situazione a un mese e mezzo dall’esordio in campionato contro Palmi, in programma il 16 ottobre al PalaSanBenigno.

– Federica Biganzoli, prime impressioni al sesto anno in maglia Lilliput…
“É tutto nuovo, noi che siamo state confermate alla Lilliput ci sentiamo comunque a casa, ma ci sono tante novità. Dalle compagne di squadra all’allenatore, il preparatore: un mondo che si deve amalgamare. Ci stiamo conoscendo meglio, siamo alla ricerca del giusto modo per far funzionare le cose: le novità sono belle, stimolanti”.

– Impatto positivo con le ultime arrivate?
“Il gruppo è cambiato rispetto alla scorsa stagione, ma le prime impressioni sono buone: hanno grande voglia di lavorare, di sacrificarsi e anche fuori dal campo sono simpatiche e coinvolgenti”.

– Cosa significa per te Lilliput?
“Sono al sesto anno in maglia biancoblù, la Lilliput è stata la prima esperienza fuori casa della mia vita. Quando ti allontani da casa cresci, diventi grande: sono entrata in punta di piedi, ero l’unica nuova arrivata, ma poi se sono sei anni che sono qui vuol dire che è stata una buona scelta”.

– Tanto che saresti rimasta anche in caso di mancato ripescaggio…
“Certo! La mia voglia di cambiare non l’ho nascosta, l’idea di dover lasciare Settimo Torinese non mi piaceva. Poter cambiare rimanendo a casa è il massimo”

– Cosa sogni per questa stagione?
“Sogno una bella serie A2, categoria che ci siamo guadagnate con fatica ma che non abbiamo gustato appieno. L’impatto è stato forte, per la mole di lavoro e l’impegno necessario: è come una seconda occasione, non è da tutti averla e non dobbiamo sprecarla. L’anno scorso è andata come è andata, questa seconda occasione va sfruttata al massimo”.

– In cosa speri di cambiare?
“I trenta si avvicinano, il mio più grande scoglio a livello pallavolistico è il carattere. Ne sono consapevole, cerco spesso di smussare i mie angoli ma non è semplice. Quando si fa sport l’istinto affiora: ho tanti aspetti del mio carattere che vanno smussati, quindi testa bassa e lavorare”