Lilliput, la nuova sfida di Emanuela Fiore

Un altro passo deciso della Lilliput verso la creazione della squadra che prenderà parte al prossimo campionato di serie A2: Emanuela Fiore, atleta classe 1986, è ufficialmente una nuova giocatrice della squadra allenata da Maurizio Venco. Nata a Priverno (LT) il 25 ottobre 1986, Fiore arriva dall’Idea Volley Bologna, con cui ha disputato i playoff promozione in serie A2. Cresciuta nel settore giovanile di Casal De’ Pazzi, con cui ha vinto il titolo nazionale nel 2003. La nuova sfida di Emanuela Fiore e della Lilliput inizierà il 24 agosto, quando la squadra si radunerà ufficialmente e inizierà il percorso che porterà al via al campionato.

– Emanuela Fiore, benvenuta alla Lilliput. Pronta per terminare le vacanze e ripartire con la pallavolo?
“Più che ripartire, continuare. Le mie vacanze le passo sui campi da beach volley: quando il preparatore fisico della Lilliput mi ha dato il programma di allenamento estivo, l’ho tranquillizzato visto che sto giocando talmente tanto che dovrò riposarmi. In ogni caso la prima impressione è stata più che positiva, non vedo l’ora di iniziare”.

– La pallavolo ha sempre fatto parte della tua vita: raccontaci il tuo percorso…
“Ho raggiunto la serie A con Frosinone, annata in cui abbiamo vinto la Coppa Italia di Serie A2, quindi mi sono trasferita a Scandicci in A2, Caserta in B1 vincendo il campionato. Dopo aver conquistato l’A2 mi sono infortunata al ginocchio: ho ripreso l’anno dopo in Serie A2 ancora a Caserta, mentre lo scorso anno ho giocato in B1 all’Idea Volley a Bologna. Peccato aver perso ai playoff con Casal de Pazzi, una sconfitta particolare visto che nel 2003 ho vinto lo scudetto proprio con Casal de’ Pazzi con Cristofani”.

– Invece la tua carriera accademica?
“Innanzitutto mi sono laureata nel 2009 in fisioterapia, ho lavorato i primi anni visto che giocavo in B1 qui vicino. Attualmente mi sto laureando in Scienze della Nutrizione, ho fatto gli esami a Milano quest’inverno e diventerò riabilitatore nutrizionista. Mangiando bene si può stare molto bene fisicamente”.

– Quali sono le fondamenta su cui hai costruito la tua carriera?
“Nulla nasce per caso, la fortuna aiuta ma bisogna stimolarla allenandosi, impegnandosi, provando a migliorare ogni giorno. Mi piace avere degli obiettivi e lavorare per raggiungerli. Mi piacciono le sfide, per migliorare bisogna darsi degli obiettivi, non fermarsi mai nonostante gli ostacoli che si incontrano. Se tutti ragionano così, si è squadra e i risultati sono migliori”.

– Che sfida è quella che hai accettato a Settimo Torinese?
“Due anni fa mi sono fatta male, ero in serie A giocando sia come schiacciatrice che come opposto. Dopo l’infortunio ho lavorato per due anni con la consapevolezza che sarei tornata in serie A: misurarsi ad alto livello mi diverte, non mi fermo ad aspettare che arrivi qualcosa, vado a prendermela. Mi aspetto che sia il campo a dimostrare che la Lilliput ha fatto la scelta migliore”.

– Hai già conosciuto il tuo prossimo allenatore?
“Non ho ancora avuto il piacere di conoscere Maurizio Venco. Dalla presentazione mi sembra un persona dal carattere forte, non vedo l’ora di conoscerlo e spero che piacciano le persone determinate: sono testarda, non mi arrendo mai, mi fido ciecamente del lavoro degli allenatori. Mi piace allenarmi, non ho mai smesso di avere l’entusiasmo”.