U18 – La finale vista dal nostro pastore errante

“Improvvisamente, un raggio di sole e un alito di brezza entrarono dalla porta. L’anatroccolo ebbe subito una grande voglia di nuotare e scappò lontano da quegli animali stupiti e cattivi… Una sera, l’anatroccolo vide alcuni bellissimi uccelli bianchi dal lungo collo che volavano verso i paesi caldi. Li guardò a lungo girando come una trottola nell’acqua del ruscello per vederli meglio: erano cigni! Come li invidiava! L’inverno arrivò freddo e pungente; l’anatroccolo faceva ogni giorno un po’ di esercizi nel ruscello per riscaldarsi… L’inverno fu lungo e le sue sofferenze molto grandi… ma un giorno le allodole cominciarono a cantare e il sole riscaldò la terra: la primavera era finalmente arrivata! L’anatroccolo si accorse che le sue ali battevano con molto più vigore e che erano anche molto robuste per trasportarlo sempre più lontano. Partì dunque per cercare nuovi luoghi e si posò in un prato fiorito. Un salice maestoso bagnava i suoi rami nell’acqua di uno stagno dove tre cigni facevano evoluzioni graziose. Conosceva bene quei meravigliosi uccelli! L’anatroccolo si lanciò disperato verso di loro gridando:
– Ammazzatemi, non sono degno di voi!
Improvvisamente si accorse del suo riflesso sull’acqua: che sorpresa! Che felicità! Non osava crederci: non era più un anatroccolo grigio… era diventato un cigno: come loro!! I tre cigni si avvicinarono e lo accarezzarono con il becco dandogli così il benvenuto, mentre alcuni ragazzi attorno allo stagno declamavano a gran voce la sua bellezza e la sua eleganza. Mise la testa sotto le ali, quasi vergognoso di tanti complimenti e tanta fortuna: lui che era stato per tanto tempo un brutto anatroccolo era finalmente felice e ammirato.”

E allora? Fantastiche, volitive, concentrate… vincenti: avevamo invitato a non mettere il carro davanti ai buoi prima del dovuto, ma ora il carro è trainato da splendidi cigni.
Anche chi aveva pensato che non sarebbero mai arrivati a essere cigni eleganti e ammirati ha dovuto ricredersi.
Magari non vinceremo i Regionali – e soprattutto, basta arrivare sempre e solo secondi – ma sicuramente affronteremo le partite a venire con uno spirito diverso: finalmente toste, mai dome.
Cala una, l’altra traina. Cattive agonisticamente e mai rassegnate.
Già l’altra sera a Caluso – pur perdendo – avevamo visto una squadra attenta e in ripresa.
Domenica a Ivrea, nella tana del lupo… partite da sfavorite, abbiamo affrontato le avversarie senza paura e anche quando il risultato sembrava ormai scontato, sul 13 a 10 per loro, quinto e ultimo set, adrenalina alle stelle… abbiamo saputo rimontare e con un pizzico di fortuna, o meglio senza sfortuna, abbiamo piazzato 5 palle match che hanno ribalto il risultato e che hanno decretato il responso sperato.
Onore alle avversarie – a tutte: Canavese, Chisola, Parella – ma lode alle nostre.
“Miracolo a Milano” è il titolo di un vecchio, memorabile film di De Sica – non Christian, il padre – noi il miracolo l’abbiamo ottenuto a Ivrea… ma ai miracoli bisogna crederci, bisogna volerli, bisogna evocarli.
Lode anche alle “assistenti” del pastore Silano scese dal pianeta B, che munite di campanacci – valdostani in vero – e supportate da “giovani signore” al tamburo hanno sostenuto durante tutta la partita le giovani lillipuziane, finalmente “gigantesse”.
BRAVE RAGAZZE, la vittoria è tutta vostra.
Grazie ha chi ha creduto in voi, e sono tanti, a cominciare dalla società, dalla dirigenza e dagli allenatori e lasciate che il Pastore Errante si accomiati da voi – per ora – abbracciandovi tutte… però dopo una partita… puzzate più di una capretta silana.
Ma è così che vi vogliamo: vincenti, non puzzone! neh?
BRAVE
P.E.S.